Le Lesioni Muscolari: la vera sfida riabilitativa sta nella prevenzione

Capita frequentemente di ascoltare servizi giornalistici nei quali si fa cenno a Lesioni Muscolari capitate ad atlei e classificate nella maniera più svariata e fantasiosa.

Si sente , infatti,  parlare di Strappo, Distrazione, Stiramento con grande disinvoltura .

In realtà , al di là della classificazione , che pure è importante perché ne condiziona il recupero e ne caratterizza il trattamento , per un Fisiatra è estremamente qualificante la “prevenzione” dell’infortunio muscolare stesso .  

Ma andiamo con ordine .

Una lesione muscolare può essere Diretta , se causata da un trauma che colpisce direttamente il muscolo tipo un calcio , uno scontro di gioco , o “indiretta” cioè causata da tantissimi fattori che da soli o insieme ne causano la rottura . E’ particolarmente in questo ambito che riveste valenza l’aspetto valutativo e che poi distingue la conoscenza del Fisiatra rispetto ai vari specialisti d’organo .

Un muscolo normalmente lavora secondo la sua funzione anatomica perché è espressione di sue qualità intrinseche ( resistenza e visco elasticità ) , di apporto metabolico corretto e interferenza neuro muscolare.

L’allenamento agisce su questi tre fronti per migliorarne le performance a seconda dello sport che si pratica. Un muscolo , purtroppo, va incontro a rottura per uno squilibrio dei suoi livelli di omeostasi ( apporto metabolico , eccessivo carico da squilibrio muscolare o da squilibrio posturale ) o per scarsa coordinazione neuro muscolare , nonché fattori esterni quali superfici di appoggio o fattori climatici .

E’ proprio qui che interviene l’aspetto valutativo , fondamentale nella prevenzione ma anche nel trattamento della eventuale lesione .

Per iniziare è opportuno conoscere anamnesticamente lo sviluppo dell’atleta , se ha avuto altre lesioni in passato e in che zona , se assume certi tipi di medicinali ( tipo le statine per il Colesterolo ) , che tipo di alimentazione fa e se riposa adeguatamente. Lesioni ripetute allo stesso segmento muscolare lasciano pensare a un sovraccarico posturale o ad una eccessiva prevalenza del muscolo antagonista .

Da qui a intuire che una corretta valutazione posturale il passaggio è immediato: partendo dal basso , occhio all’appoggio plantare , alla elasticità delle catene posteriori , agli stabilizzatori del bacino e per finire alla colonna.

Utilissimo anche effettuare i Test di Forza Isocinetica e Dinamica ( come ad esempio il One Jump Test per gli arti inferiori ) valutando anche la coordinazione motoria .

Trovare un vulnus in queste valutazioni fa si che l’intervento riabilitativo prima e di riatletizzazione poi sia preciso ed efficiente.

Una volta avvenuta la Lesione Muscolare si può pensare a tre gradi di gravità , I , II e III grado , a seconda del coinvolgimento delle fibre muscolari danneggiate.

Nelle cosiddette “Elongazioni” non vi è traccia di lesione di fibra muscolare , anche se la distinzione clinica tra una Elongazione e una Lesione di I Grado è veramente complicata. Fondamentale , nei tempi giusti , una stadiazione ecografica o , nei casi più gravi , con RM . L’utilità delle metodiche sovra indicate sta nel fatto di accertare la presenza o meno di componente liquida lesionale , come edema o sangue , che richiede prudenza nella attività di recupero e adozione di tecniche mediche e Fisioterapiche di tipo antiedemigeno . La prognosi di una lesione dipende sostanzialmente dalla clinica , dalla storia del paziente e dalle immagini .

Forzare i tempi di recupero confligge sovente con un buon recupero e una veloce riatletizzazione .

Nel Trattamento Riabilitativo , utilissimo in primo ordine la Terapia Fisica , con la TECAR e la CRIO IPERTERMIA che la fanno da padrona per la possibilità di contrastare l’edema e favorire una corretta guarigione della lesione.

Utile la Idrokinesiterapia soprattutto nelle fasi iniziali e quando domina l’aspetto di contrattura lesionale.

Il rinforzo muscolare isotonico ed isocinetico , assieme alla pliometria , rappresentano le fasi successive del trattamento , associate agli esercizi di propriocezione e di equilibrio neuromotorio .