fibromialgia

Fibromialgia: Approccio Riabilitativo Bio Psico sociale

LA RIABILITAZIONE DEL PAZIENTE CON FIBROMIALGIA

Negli ambulatori di Riabilitazione una elevata percentuale di accessi è rappresentata dalla persona affetta da Fibromialgia.

Il paziente affetto da questa Patologia convive da tempo con il dolore, dalle più svariate sfaccettature e localizzazioni, ma anche con tanti altri aspetti satelliti che ne rendono spesso il vissuto drammatico, come disturbi di tipo ansioso/depressivo, alterazioni del sonno, facile affaticabilità.

Insomma, il paziente Fibromialgico è un paziente complesso, da prendere in carico in modo olistico e multidisciplinare, i cui risvolti clinici, talvolta, rappresentano solo la parte più visibile di un quadro molto più articolato.

Come si può inquadrare la Fibromialgia ?

Innanzitutto, è una patologia “rosa” perchè ha una incidenza molto maggiore nelle donne rispetto agli uomini, e questa, talvolta, porta ad errori di valutazione negli uomini colpiti. Viene generalmente compresa tra le patologie di interesse Reumatico anche se l’approccio ad essa è sostanzialmente trasversale.

Il malato fibromialgico ha una spiccata sensibilità al dolore rispetto a un soggetto di pari sesso e pari età. Nella storia clinica del paziente si scoprono spesso eventi significativi, sia di tipo emotivo, sia di tipo clinico come ad esempio infezioni virali o batteriche sistemiche.

Come si può inquadrare la Fibromialgia ?

Innanzitutto, è una patologia “rosa” perchè ha una incidenza molto maggiore nelle donne rispetto agli uomini, e questa, talvolta, porta ad errori di valutazione negli uomini colpiti. Viene generalmente compresa tra le patologie di interesse Reumatico anche se l’approccio ad essa è sostanzialmente trasversale.

Il malato fibromialgico ha una spiccata sensibilità al dolore rispetto a un soggetto di pari sesso e pari età. Nella storia clinica del paziente si scoprono spesso eventi significativi, sia di tipo emotivo, sia di tipo clinico come ad esempio infezioni virali o batteriche sistemiche.

La diagnosi è fondamentalmente clinica.

Le indagini sierologiche ( VES, PCR, Reuma Test ) sono negative, così come la diagnostica per immagini non mostra quadri tipici e peculiari. La narrazione dei pazienti è molto tipica : il paziente racconta di questi dolori generalizzati, maggiormente alla colonna, o in zone atipiche ( zone tendinee periarticolari ), cronici ( per definizione da oltre 3 mesi) e gravosi. E’ frequente l’associazione con disturbi del sonno, astenia generalizzata, colon irritabile.

E’ proprio nell’ambito della raccolta anamnestica, nel rapporto che si instaura tra medico e paziente, che si gettano le basi per un chiaro inquadramento clinico e diagnostico nonché per una sorta di contratto non scritto, fiduciario, che elude uno dei tipici atteggimenti di questi malati, il cosidetto “medical Shopping”, ossia il girovagare vari specialisti e provare le più fantasiose terapie.

Ecco, cosa fare con questi pazienti ? Innanzitutto va trattato il dolore, che domina la scena ed è il Topic centrale.

La letteratura internazionale ci dice che il dolore del fibromialgico va affrontato con una terapia di fondo, generalmente di tipo Antidepressivo, a cui vanno aggiunti nel tempo brevi cicli di trattamento con FANS e miorilassanti.

Di scarso rilievo le terapie con Antidolorifici centrali.

Tra gli antidepressivi risultano tuttora di prima scelta i Triciclici e e SSRI come la duloxetina. E’ importante far capire al paziente, a tal proposito, che la terapia medica intrapresa non ha una motivazione di tipo Psichiatrico come spesso il paziente stesso crede.

Basta essere chiari nello spiegare che la serotonina è un neurotrasmettitore che è comune al dolore e al tono dell’umore e, quando si esaurisce nei neuroni perchè il dolore è cronico, va trattato con gli stessi farmaci che si usano per la depressione. L’accettazione della terapia medica è un grande iniziale successo del medico, significa che ha acquistato la fiducia completa del paziente. 

Quale potrebbe essere, inoltre, l’approccio riabilitativo ?

Da studi ormai diffusissimi, si evince che il trattamento riabilitativo rappresenta una scelta terapeutica di primo ordine e non più una Terapia alternativa come in passato. In particolare, l’esercizio fisico, al contrario di quanto si pensasse precedentemente, è fondamentale per interrompere in modo deciso il circolo vizioso dolore-immobilizzazione-incremento del dolore.

L’esercizio fisico di tipo aerobico e lo stretching rappresentano il migliore indirizzo a tal fine. L’utilizzo dei mezzi fisici è altrettanto fondamentale. In particolare la Termoterapia, endogena ed esogena, dà un validissimo contributo al controllo dei sintomi della Fibromialgia..

Quello che è assolutamente indifferibile è un analisi di tipo bio-psico-sociale, un modello di avvicinamento alla patologia della riabilitazione moderna, che garantisce il successo dell’intervento medico.

Infatti, mai come questa patologia, è indispensabile inquadrare il paziente e il suo contesto sociale e psicologica, visto che nello sviluppo della fibromialgia questi aspetti sono protagonisti e la loro conoscenza e presa in carico è l’arma vincente.